Guido Mensching
(Università di Colonia)
Lingue in pericolo e comunicazione globale: il sardo su Internet
 Versione HTML a cura di  E. Remberger

Contributo al congresso
La Lingua Sarda: l'identità socioculturale della Sardegna nel prossimo millennio
Quartu S. Elena (9 - 10 Maggio 1997)
pubblicato in
Bolognesi, R. & Helmslot, K. (eds):
La lingua Sarda: L'identità socioculturale della Sardegna nel prossimo millennio.
(in preparazione)


            Introduzione

            1. Internet e la sua applicazione alle lingue in pericolo
                            1.2. Lingue in pericolo e lingue minoritarie su Internet
           
            2. La presenza del sardo su Internet
                            2.1  Informazione sulla lingua sarda
                            2.2 Informazione scritta o orale in sardo

            3. Il progetto di Internet Limba e curtura de sa Sardigna
 
            4. Conclusioni e prospettive: alcune considerazioni linguistiche

            Bibliografia:      Risorse elettroniche citate
                                       Studi


Introduzione

I mezzi moderni di comunicazione sono d’importanza primordiale per la divulgazione e anche per la standardizzazione delle lingue. Purtroppo, nel caso della radio e della televisione, finora la presenza del sardo è stata minima (cf. Rindler-Schjerve 1987:76-78). È sorprendente, invece, il fatto che la lingua sarda venga trattata e usata su Internet quasi dall’inizio dell’apertura di questa rete mondiale da un pubblico sempre più ampio.

Quest'articolo offre una prima sintesi della presenza della lingua e della linguistica sarda su Internet. Nella sezione 1 vengono introdotte alcune nozioni di Internet e si esamina la sua importanza per le lingue in pericolo e minoritarie. La sezione 2 descrive i riferimenti alla lingua sarda che si trovano sulla ragnatela globale, mentre la sezione 3 descrive il progetto di Internet "Limba e curtura de sa Sardigna", che stiamo realizzando all’Università di Colonia. L'articolo si conchiude con la sezione 4 con alcune considerazioni linguistiche, conclusioni e prospettive.

 

1. Internet e la sua applicazione alle lingue in pericolo

1.1 Comunicazione su Internet: strutture e strumenti

Prima di trattare la presenza della lingua sarda su Internet, conviene introdurre i meccanismi che formano la base della comunicazione globale. L'Internet è una rete aperta, con cui sono collegati computer di tutto il mondo. Sebbene la struttura esatta è molto più complessa, la parte che interessa all'utente può essere rappresentata in forma semplificata attraverso lo schema seguente:

I computer sono raggruppati in maniera gerarchica in "domini" e "sottodomini" (inglese domains); inoltre ogni computer ha il suo nome proprio. In questo modo, ogni macchina è identificabile e raggiungibile attraverso un indirizzo che riflette questa gerarchia. L’attrattività di Internet è dovuta al fatto che il luogo dove si trova un computer non ha importanza; cioè il processo di comunicazione funziona nella stessa maniera se il computer con cui ci vogliamo connettere si trova nella stessa sala oppure in un altra parte del mondo, e di solito anche con la stessa velocità. Così, anche se non ci sono collegamenti reali tra tutti i computer, essi formano una rete virtuale, in cui tutti i computer partecipanti sono connessi fra di loro.

L’Internet è soltanto l’infrastruttura che permette la comunicazione globale. Per comunicare ci servono vari meccanismi con obiettivi diversi (1): la posta elettronica (2) è un mezzo di comunicazione individuale che permette il trasferimento di messaggi da un utente all’altro, comparabile alla posta normale, al fax o al telefono. Questa comparazione è forse troppo semplice, perché, come mostrano Handler (1995) e Pansegrau (1997), la posta elettronica è un nuovo tipo di testo (3). Ciononostante ci sembrano più caratteristiche per Internet le forme di comunicazione "sopraindividuale" ("überindividuelle Kommunikation", cf. Rolshoven / Mensching 1996). News è un sistema di gruppi tematici di discussione (i newsgroups). Un utente che vuole porre una domanda o presentare un commento su un particolare tema manda un messaggio, e una macchina centrale, il news server si preoccupa di rendere visibile questo messaggio a tutto il gruppo. Nello stesso modo si procede anche con le risposte. Un mezzo simile sono le liste di distribuzione ("mailing lists"). Diversamente da news, i messaggi si mandano a un moderatore centrale, il quale li spedisce alle altre persone della lista per mezzo della posta elettronica. Il World Wide Web (WWW) o ragnatela globale è, in primo luogo, un mezzo d’informazione, per alcuni aspetti comparabile al giornale o alla televisione. Un utente o un gruppo di utenti, per esempio una ditta o il dipartimento di un'università pubblicano così delle informazioni sui loro prodotti o le loro ricerche. La differenza fondamentale rispetto ai mezzi d’informazione tradizionali è il fatto che si tratta d’informazione connessa: il nucleo della ragnatela globale è un cosiddetto sistema ipertestuale, dove i differenti testi, immagini e suoni si trovano collegati (4):

Per i nessi fra le differenti parti d’informazione si usa il termine inglese (hyper)link. La ragnatela globale segue i concetti esposti prima: gli oggetti collegati, per esempio queste tre pagine, non si trovano necessariamente su un solo computer, ma possono essere ripartiti per tutto il mondo. Ogni pagina viene identificata da un indirizzo (chiamato URL, acronimo di Uniform Resource Locator). In genere, tutte le "pagine Web" sono libere, cioè, ognuno che costruisce delle pagine sulla ragnatela globale può introdurre un collegamento con qualsiasi pagina altrui. L’utente, in questo caso la persona che riceve l’informazione, dispone d’uno strumento facile che gli permette la navigazione nella ragnatela. Con un semplice click del suo mouse attiva e visualizza l’informazione che gli interessa. Dei meccanismi di ricerca automatica permettono all'utente di trovare l’informazione desiderata. Oltracciò, nella ragnatela globale sono integrati altri meccanismi di Internet, per es. la posta elettronica. In questo modo, l'utente può rispondere immediatamente all'informazione ricevuta.

Queste forme di comunicazione "sopraindividuale" non sono mai esisite prima. Il metodo è antico: tanto i news come la ragnatela globale funzionano come una tavola nera o albo d’annunci. La prima novità è il fatto che la portata dell’informazione lasciata sull’albo è mondiale; l’altra differenza rispetto ai metodi tradizionali è la ritrovabilità dell’informazione. Queste caratteristiche permettono di ritrovare anche dei temi molto specialistici.

 

1.2. Lingue in pericolo e lingue minoritarie su Internet

Per tutti questi motivi, l’Internet è uno strumento di comunicazione e informazione predeterminato per il lavoro scientifico. Le scienze si occupano di temi sempre più specialistici. L’Internet non solo offre la possibilità di ritrovare un'informazione speciale, ma anche di trovare altri individui che stiano lavorando su un tema simile o identico. Lo studio di una lingua di pochi parlanti è naturalmente un argomento molto specialistico. Per esempio, Tuscarora, una lingua indigena americana, sembra avere non più di 30 parlanti (cf. Grimes e.a. 131996). Nonostante ciò, una ricerca rapida su Internet mostra una ventina di documenti dove se ne parla, fra cui ci sono anche contributi di linguisti di grande reputazione e di membri del gruppo etnico Tuscarora stesso. Siccome gli indirizzi elettronici degli autori non sono segreti – anzi, loro stessi sono interessati a compartire i loro interessi – non solo conosciamo i loro nomi ma possiamo anche metterci in contatto con loro.

La possibilità di informarsi e comunicare su tematiche qualche volta "esotiche" è forse una delle ragioni per cui si osserva una grandissima attività da parte di linguisti, di associazioni linguistiche e di persone private che si occupano delle lingue in pericolo e minoritarie. Elenchiamo qui alcuni:

 

- Endangered-Languges-L Forum è una lista di distribuzione fondata nel 1994 per fornire un mezzo di comunicazione mondiale e un archivio elettronico centrale a disposizione di qualsiasi persona che si occupa dello studio e della documentazione delle lingue in pericolo (5).

- Language Documentation Urgency List (LDUL) è una "cassetta postale automatica" (6) e una base di dati per la raccolta e la distribuzione d'informazione sul grado di urgenza con cui una determinata lingua ha bisogno di essere documentata. I linguisti riempiono un questionario su una lingua e lo mandano alla cassa postale automatica. Un programma calcola i valori, i quali, dopo, sono accessibili a tutti per mezzo della posta elettronica.

- Foundation for Endangered Languages, fondata nel luglio 1996 a Londra, pubblica la rivista elettronica Iatiku, con temi relativi alle lingue in pericolo (7).

- The Endangered Language Fund (ELF) ha una pagina sulla ragnatela globale (8), in cui, tra l’altro, si parla di progetti finanziati e di risorse educative.

- Sabhal Mór Ostaig, una scuola di perfezionamento scozzese con corsi in gaelico mantiene una lista delle lingue minoritarie d’Europa ordinata secondo le famiglie linguistiche (9).

- GeoNative, un’iniziativa privata di Luistxo Fernández and Marije Materola di Donostia (San Sebastián, Paese Basco) è un registro di toponimi di lingue minoritarie (10).

- MERCATOR - The European network of minority languages (11). Questo progetto, coordinato dalla Commissione Europea, è dedicato alla documentazione di tre aree: progetti d’educazione, di documenti legislativi e normativi e di media con relazione particolare alle lingue non nazionali della Comunità Europea. Il termine media è usato in senso ampio e include anche case editrici, biblioteche, banche dati e reti elettroniche. Le informazioni raccolte sono archiviate in banche dati aperte al pubblico e, in parte, pubblicate in forma non elettronica (Davies 1993, Jones 1996).

- L'UNESCO ha stabilito The International Clearing House for Endangered Languages all'Università di Tokio, che possiede un sito sulla ragnatela (12). Tra l'altro il Clearing House coordina la redazione d'una serie di Red Books per le lingue in pericolo. I Red Books sono disponibili online (13).

 

Le diverse attività si possono riassumere in varie funzioni fondamentali: documentazione di materiale primario (testi scritti o orali) o secondario delle lingue in pericolo o minoritarie, la discussione su queste lingue fra scienziati, studiosi e interessati, ma anche la divulgazione di iniziative per la loro protezione.

In Rolshoven/Mensching (1995) abbiamo messo in rilievo i vantaggi di Internet per le piccole ditte: anche se esse molte volte si distinguono appunto per la loro flessibilità, mobilità e individualità, finora le loro attività sono state limitate nel tempo e nello spazio. Invece, nel "villaggio globale" Internet "l'onnipresenza" non è più un privilegio di gruppi commerciali multinazionali, ma anche le piccole ditte possono agire a livello mondiale. Questo vale anche per le "lingue piccole". Molte di esse si presentano su Internet, offrono risorse linguistiche, informazioni teoriche, fori di rincontro e di discussione fra parlanti, interessati e linguisti. Bastino soltanto alcuni esempi di qualche varietà romanza. In Spagna, non solo troviamo delle pagine di WWW scritte nelle lingue regionali ufficiali, ma anche in Bable (14) (dell’Università di Oviedo) e in Aragonese (Asoziazión Cultural Nogará, Zaragoza) (15). In quanto alle varietà neolatine parlate in Italia, un gruppo chiamato Amis De Lenghe Furlane cerca di promuovere e preservare il Friulano attraverso un sito WWW situato in Canada (16). La Rete Civica dell’alto Adige (17) non solo offre le sue informazioni tra altre lingue anche in ladino, ma ci da anche qualche informazione sulla storia di questa varietà romanza; a Torino, l’Associazione Culturale Nòste Rèis (18) offre delle informazioni in e sul piemontese. Sul territorio nazionale francese si svolge un’attività vastissima riguardo alle diverse varietà dell’occitano in due grande siti sulla ragnatela (19) (con links e referenze anche alle varietà occitane, gasconi e francoprovenciali in territorio spagnolo e italiano) e una lista di distribuzione (20). Per il corso c’è la Banque de Données Linguistiques Corses (B.D.L.C) (21) con scopi scientifici e pedagogici, che contiene, tra l’altro le cartine del Nouvel Atlas Linguistique de la Corse. Potremmo continuare con questa lista per varie altre pagine. Ma passiamo piuttosto al sardo.

 

2. La presenza del sardo su Internet

In questa parte si descrivono i riferimenti al sardo che troviamo su Internet (22). Qui mi riferirò al materiale elettronico che si trova al di fuori dell’Università di Colonia, di cui si parlerà nella sezione 3. Molti dei siti che veranno descritti hanno attinto le loro informazioni da quelle contenute nel sito Web del nostro progetto. Questa è una conseguenza della "riutilizzabilità" del materiale elettronico che si trova su Internet, dovuto ai meccanismi ipertestuali. Questo non vuole dire comunque che siamo stati i primi e gli unici. In forma d'esempio menzioniamo soltanto due "pionieri" di lingua sarda su Internet: Antoni Chessa e la sua "Petissione pro sa limba sarda" (23), il cui testo, insieme ai fogli per raccogliere delle sottoscrizioni, si è divulgato, in gran parte, per mezzo della posta elettronica e le liste di distribuzione, e Sandra van der Geer, che si è impegnata a fare conoscere le sue pubblicazioni sul sardo (24) con gli stessi mezzi elettronici. Bisogna menzionare anche l'attività del Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna a Cagliari (25), presente su Internet da molti anni e impegnato a servire come "moltiplicatore", raccogliendo dei links riferiti alla Sardegna provenienti da tutto il mondo.

Per la presentazione dei riferimenti al sardo su Internet, si procederà in due capitoli: informazione sulla lingua sarda (2.1), e informazione scritta e orale in lingua sarda (2.2).

 

2.1 Informazione sulla lingua sarda

La lingua sarda figura nei principali indici delle lingue sulla ragnatela universale, la Human Languages Page (26) e i Yamada Language Guides (27) dell’ Università di Oregon. La famosa opera Ethnologue (Grimes e.a. 131996), che offre informazioni su più di 6000 lingue umane, è disponibile in una versione elettronica (28) e contiene paragrafi sulle varietà logudorese, campidanese, sassarese e gallurese. Nella parte sulle lingue europee del già menzionato UNESCO Red Book on Endangered Languages (29), scritta da Tapani Salminen, queste quattro varietà sono classificate come "endangered" (30). Il sardo è presente anche nella lista delle lingue minoritarie europee del Sabhal Mór Ostaig, ordinata secondo famiglie linguistiche. GeoNative, il menzionato indice toponomastico, offre qualche informazione sul sardo (31) (in basco e in inglese) e una lista di circa trenta toponimi fatta in collaborazione con noi, che dovrebbe essere ampliata con l'aiuto di linguisti e parlanti del sardo. Riproduciamo qui il testo introduttorio:
 
Sardinia 

  

Hiriburua: Cagliari (sardinieraz Casteddu). Italiaren mendeko uharte honetan sardiniera da berezko hizkuntza. Uhartearen izena Sardigna da sardinieraz eta Sardegna italieraz. Alghero hirian, katalanez ere mintzo dira.

Sardinia 

  

Sardinian is the original language of this island under the Italian State. It is not an italian dialect. The capital Cagliari is called Casteddu in Sardinian, and Sardinia is Sardigna (Sardegna in Italian). In the city of Alghero they speak also catalan.

 

Il già menzionato progetto dell'unione Europea, MERCATOR, include il sardo, però le ricerche non sono ancora molto avanzate. I risultati sul sardo del gruppo Mercator Media verranno pubblicati probabilmente nel terzo volume di Mercator Media Guide, quando i dati sul sardo saranno completi (32).

L'attività informativa più forte con riferimento alla Sardegna è, senz'altro, quella degli enti turistici. Nonostante tanta informazione turistica, abbiamo trovato soltanto un solo sito Web che offre una sezione sulla lingua sarda (33). Si tratta d’una pagina del Sardinian Network International. Per la sua eccezionalità, ci permettiamo di riprodurla:

Il sardo è una lingua dell'area romanza, o neolatina, che i glottologi distinguono in quattro grandi varietà: il Logudorese, o sardo illustre, il Campidanese, il Gallurese e il Sassarese. Non dimentichiamo la presenza del Catalano ad Alghero e del Genovese a Carloforte e Calasetta. È interessante notare che il sardo, nella sua generalità, suscita sempre grande curiosità per il suo carattere conservativo ed è perciò oggetto d’attenzione da parte degli studiosi. Parole ormai inusitate in altre lingue derivanti dal latino sono, invece, presenti nella lingua sarda, come l’equivalente di sposare, coiuare (dal latino coniugare), oppure domo (casa, dal latino domus). Le influenze dello spagnolo e del catalano sono fortissime, come anche alcuni elementi arabi, sempre però mutuati dallo spagnolo. Difficile oggi individuare la lingua sarda: è pur vero, tuttavia, che ovunque nell’isola, il dialetto locale è parlato e tramandato di generazione in generazione, seppure negli ultimi tempi l’influenza dell’italiano si fa, com’è ovvio, sempre più sentire. Come si è detto, il Logudorese è individuato come il sardo illustre, e questo perché nella tradizione letteraria sarda questa lingua fu utilizzata da grandi poeti come Francesco Ignazio Mannu (1758-1796), Melchiorre Murenu (1803-1854), Peppino Mereu (1872 - 1901) e molti altri. Anche il Gallurese, benché varietà di origine italica, ha dato la voce ad un grande poeta sardo, Don Gavino (Baignu) Pes, noto anche come il Catullo gallurese. Al di fuori della Sardegna, Thomas E. Ahlswede, professore assistente d’informatica all’Università di Michigan, colleziona come hobby informazioni sulle lingue antiche e minoritarie, e ci da l’informazione seguente (34): Sardinian

(Sa limba sarda)

Sardinian is the language of Sardinia, a large island in the western Mediterranean near the mainland of Italy. It has several widely differing dialects.
Although Sardinia is a part of Italy, the Sardinian language is not a dialect of Italian: it is a quite distinct Romance language, not closely related to any other. Of all the Romance languages, Sardinian is the most conservative and the least changed from Latin.
For instance, the Latin word centum ("one hundred") was originally pronounced with a hard c or "k" sound. in the major Romance languages, this sound has been palatalized or "softened" in various ways: "ch" in Italian cento, "th" or "s" in Spanish ciento, etc. – but Sardinian preserves the "k" sound in kentu.

Si vede che la parola dialects è sottolineata; è un link alla cartina linguistica dell’Università di Colonia, di cui si parlerà nella sezione 3. La carta appare se l’utente clicca con il mouse su questa parola. È un esempio come l’informazione sulla lingua sarda formi una vera e propria rete d’informazione.

 

2.2 Informazione scritta o orale in sardo

In primo luogo c’è da menzionare il giornale Sardynia News, un giornale mensile di lingua e di cultura sarda, diretto da Gino Melchiorre, che offre versioni in italiano, inglese e sardo campidanese (35).

Il giornale L’Unione Sarda, che esiste anche in una versione elettronica sulla rete (36), presenta, come si sa, con certa frequenza piccoli articoli in sardo, i quali, in questa forma, sono disponibili a livello mondiale. I progetti degli scavi dell'area archeologica di Barumini vengono pubblicati come una pubblicazione elettronica audiovisuale multilingue (37) (anche in sardo), e sono disponibili sulla ragnatela (anche con brani parlati in formato audio *.wav) (38). Riproduciamo qui l’inizio della pagina di titolo e il testo dell'introduzione del progetto:

Custu programma est coment"e unu viaggiu a intr"e sa storia de Su Nuraxi de Barumini: una storia de spantu e una testimonianzia straordinaria de sa Sardigna preistorica. In is capitulus de custu programma, bosaterus s'heis a rendiri contu de s'abilidadi de su populu nuragicu de costruiri monumentus medas bortas mannus e complicaus; e heis a agatai su modu de respundiri a is tantis dimandas chi si faint asub"e is nuraxis e de sa genti chi ddus hiat fattus. La casa editrice Papiros ha creato recentemente un sito Web scritto in sardo (39), dove offre i suoi libri, informazioni sulla lingua sarda e un foro di rincontro:

Di alcuni libri di Papiros si possono leggere degli estratti online. Un’altro libro disponibile in forma elettronica è "Cantos e contos de Aritzo" di Tore Curreli, Carlo Pili , Pino Carboni e Giuseppe Contu (40).

L’Internet è anche un mezzo importante per la pubblicità; anche in questo senso non manca il sardo. Così, gli Archivi del Sud offrono il compact disk "Contami unu Contu" e le Edizioni Condaghes (41) ci fanno conoscere la loro collezione di fiabe sarde. Il Coro di Neoneli presenta la sua musica, offre i suoi compact disk (42) e permette agli utenti di Internet di ascoltare online alcuni brani di cantu a tenores.

L'iniziativa privata di scrivere in sardo sulla ragnatela è ancora minima, sebbene ci siano delle eccezioni, come Ivan Marcialis, che possiede una pagina personale in cagliaritano (43). Il suo interesse per la lingua sarda va ancora più avanti, perché ci ha messo a disposizione anche qualche versione elettronica delle poesie di Melchiorre Murenu (44). Ubaldo Porcheddu sta preparando una serie di testi antichi e moderni, e Andrea, Marco e Gianni Atzori di Oristano offrono una pagina illustrata sui nuraghi in inglese, italiano, spagnolo e sardo (45):

IS NURAGHIS DE SARDIGNA

Su primu sinnai connotu de sa preistoria sarda est de seguru su Nuraghi, testimongiu antigu de fraigamurus mannus e capatzis.
Sa forma a imbudu a fundu in susu at permitiu de ponni in pei is crastus mannus de paris-terra fintzas a susu ; pentzai ki medas passant is 20 metrus de artaria.
Sa forma e is logus innui funti postus iant a fai pentzai ki si tratit de operas de difesa, ma iscavus de custus urtimus annus si faint crei ki is nuraghis fessint destinaus puru a costumantzias religiosas.
Su mundu nuragicu imbussat casi 1000 annus; de su XVII seculu a.C. a su VII a.C.
Si nd'agatat casi 8000 sprantziaus in totu sa Sardigna, ma sceti pagus funt postus in contu de essi bistus e beni apretziaus, ponendi a dispositzioni guidas po is istrangius: mentuaus su nuraghe Losa (Abbasanta), su Nuraxi a Barumini, Santu Antine a Torralba e Arrubiu a Orroli.
Su mundu nuragicu est connotu po su brunzu ki scidiant manigiai comenti amostant is "bronzetus", ki si faint bii: gherreris, animais, barkitas e medas cosas de cussus tempus.
Me in is museus de Casteddu e Sassari si ndi podit bii una bella cedda.

Sebbene l'uso del sardo come mezzo d'espressione sulla ragnatela globale sia piuttosto raro, il suo uso nella posta elettronica è abbastanza considerevole, come si vedrà nelle sezioni seguenti.

 

3. Il progetto di Internet Limba e curtura de sa Sardigna

Il progetto Limba e curtura de sa Sardigna del Dipartimento di Processamento di Dati Linguistici dell'Università di Colonia (46) è nato nel 1994 come esperimento di pubblicazione elettronica in e sul sardo. Date le numerose risposte da parte della comunità di Internet, questa idea si è mantenuta e ampliata, con lo scopo di offrire un nodo centrale elettronico d’informazione e documentazione sulla ragnatela universale. L'analisi delle risorse di lingua sarda su Internet presentata nella sezione 2 mostra che, nonostante una certa attività, l'informazione trovabile è ancora scarsa e, come è tipico per Internet, molto eterogenea. Inoltre si osserva la mancanza d'informazione sistematica d'interesse linguistico. Per mezzo dei risultati della sezione 1 di quest'articolo, cioè la rilevanza di Internet per le lingue in pericolo, si possono derivare le esigenze seguenti per il nostro progetto:

1- mettere a disposizione degli utenti di Internet informazioni linguistiche sistematiche,

2- raccogliere e archiviare dei testi sardi con la collaborazione degli "internauti" sardi,

3- riunire, in forma di hyperlinks, tutta l'informazione sul sardo presente su Internet,

4- stimolare l'uso del sardo fuori e dentro Internet.

 

L’immagine seguente mostra la pagina centrale (home page) (47) così come si presenta con il programma Netscape Communicator 4.01 for Windows:

Il sistema, cui versione attuale è un ipertesto formulato nel linguaggio HTML, comprende tre parti:

1. Una parte informativa, che fornisce informazioni sulla lingua sarda, la sua storia e la sua struttura (di sopra, S'istoria de sa Sardigna, Sa limba sarda, Carta linguìstica)

2. Una parte documentaria, che ha come obiettivo raccogliere dei testi sardi (Testos in sardu).

3. Una parte dove si stabiliscono le connessioni o links con gli altri siti menzionati (Atteras informatziones in sa rettza).

La componente principale della parte informativa è la pagina sulla lingua sarda che contiene dei riassunti su alcune caratteristiche del sardo in riferimento al suo sviluppo storico e la sua struttura, una bibliografia essenziale (che può essere ampliata anche con l’aiuto degli utenti), delle notizie attuali, ma anche dei riferimenti a progetti per la conservazione della lingua sarda. Contiene inoltre una carta linguistica della Sardegna. La carta, che è accessibile anche dalla pagina di presentazione, è realizzata come carta "cliccabile" (clickable map) (48): posizionandosi con la freccia del mouse su una zona della carta si preme un pulsante del mouse e si attiva un link corrispondente. Cliccando, per esempio, sulla zona logudorese, si apre una pagina che contiene delle informazioni sulla varietà logudorese. Le pagine dedicate alle varietà linguistiche parlate in Sardegna contengono anche dei collegamenti con altri manuali, per esempio le due pubblicazioni elettroniche già menzionate, l’UNESCO Red Book on Endangered Languages e Ethnologue.

La parte documentaria corrisponde alla necessità di documentazione delle lingue in pericolo, che, secondo Krauss (1992:8-9), deve comprendere la documentazione del lessico, della grammatica e un corpus di testi. La parte documentaria per i testi sardi è già da qualche tempo in funzionamento. Oltre ai links con testi esistenti in altre parti della ragnatela (si veda la sezione 2.2) si è sviluppata una base di dati di testi sardi (49), di cui l'immagine seguente mostra un'estratto (50):

 

Questa raccolta di testi è un progetto di collaborazione, aperto a tutte le persone collegate alla rete. I collaboratori volontari mandano i testi per mezzo del protocollo FTP (51), con la posta elettronica (52) oppure su dischetto. L’impegno personale di alcuni è notevole, e la collaborazione sta aumentando (53). Alcuni hanno mandato dei testi sardi insieme a traduzioni in inglese e in italiano. Grazie al lavoro di Raffaele Ladu disponiamo adesso di traduzioni in inglese di alcune opere di Salvatore Soro, Francesco Ignazio Mannu e Melchiorre Murenu. Gli internauti che mandano dei testi devono specificare alcune informazioni, come per es. il titolo, il nome dell'autore, il nome del depositario, la varietà linguistica, la fonte bibliografica, il copyright. Se si tratta di testi orali trascritti (com'è il caso del testo "Dae su trigo a su tzichi", che Gianfranco Unali trascrisse dalla bocca di sua madre) ci devono essere anche le indicazioni usuali (età, professione e sesso della persona intervistata, ecc.). Grazie alle possibilità multimediali si possono anche integrare delle registrazioni in voce oppure degli immagini. Finora i testi ricevuti si lasciano intatti, cioè, non vengono messi sulla rete in una forma normalizzata (54). Come linguisti il nostro compito è in primo luogo di documentare e di osservare; inoltre non esiste ancora una norma ufficiale del sardo. Nel caso di una futura standardizzazione, i testi si pubblicheranno sia nella versione originale mandata dal collaboratore sia nella versione standardizzata.

Il progetto descritto ha avuto un successo crescente. Le nostre pagine figurano come links in moltissimi siti relativi alle lingue in genere o alle lingue minoritarie in particolare, e l'attività descritta nella sezione 2 è stata stimolata in gran parte dal nostro progetto. Le nostre statistiche mostrano un numero attuale di circa ottanta accessi settimanali alla pagina centrale del progetto. Riceviamo moltissimi messaggi elettronici in risposta alle nostre pagine. Da un lato sono stranieri che si interessano alla lingua sarda per interesse personale o professionale, per esempio linguisti, etnologi, sociologi o studiosi di storia. Ma la maggior parte delle lettere elettroniche che riceviamo sono di sardi sparsi per tutto il mondo, e la cosa più sorprendente per noi è il fatto che scrivono quasi tutti in sardo, e molti confessano che non l'avrebbero fatto se non avessero visto le pagine del nostro progetto scritte in sardo. Non c’è molto da dire sui dialetti e i sistemi ortografici usati su Internet: come negli scritti non elettronici, ognuno usa il dialetto e l’ortografia che gli sembrano più adatti. Nonostante la diversità dei sistemi ortografici e le varietà usate la comunicazione è perfettamente possibile.

In futuro si amplieranno le capacità del sistema, tra l'altro con l'aiuto del linguaggio di programmazione JAVA. Inoltre si integrerà la documentazione del lessico e della grammatica, seguendo il concetto di redazione interattiva.

 

4. Conclusioni e prospettive: alcune considerazioni linguistiche

L'Internet è una rete aperta e decentralizzata, di estensione mondiale, con meccanismi ipertestuali realizzati nella ragnatela universale e con mezzi di ricerca automatica. I meccanismi di ricerca non separano i temi importanti da quelli meno importanti, le questioni di interesse delle masse da quelle di cui finora si sono interessati soltanto alcuni specialisti, non fanno differenza allora fra una lingua nazionale e non nazionale, fra una lingua parlata da vari milioni di persone e un'altra che ne ha solo trenta. L'Internet promuove, dunque il conoscimento e lo studio di temi che al gran pubblico possono sembrare esotici, fra i quali si trovano anche le lingue minoritarie, che quasi sempre sono anche lingue in pericolo.

Krajewski (1997:61) mette in rilievo una caratteristica di Internet l'interazione fra il lettore e l'autore d'un testo:

Mentre il lettore d'un libro, lo spettatore della televisione o l'ascoltatore della radio riescono con difficoltà a restituire le informazioni raccolte, in forma di commenti, l'Internet, con le sue possibilità d'influenzare, stimola l'accoppiamento reattivo di massa. La gerarchia piramidale della distribuzione dell'informazione fra emittente e ricevente, inerente ai vecchi nuovi media, sparisce – dal punto di vista tecnico – a favore d'una struttura di rizoma connessa per varie vie.(55) In quanto allo studio delle lingue, questo fatto si riflette nella discussione e collaborazione fra linguisti e parlanti nativi non linguisti, fondamentale per la protezione delle lingue in pericolo. Un esempio per una tale collaborazione è la base di dati di testi sardi, presentata nella sezione 3, in cui i parlanti stessi si impegnano a documentare la loro lingua.

Ma l'Internet non solo stimola la risposta degli utenti, ma anche, come mostra l'esperienza con il nostro progetto, la scelta della lingua della risposta: scrivono nella lingua del testo che hanno letto, in questo caso nella loro lingua, il sardo (56). Non sono soltanto sardi che si trovano all’estero e usano Internet per comunicare con la Sardegna e con altri sardi, questo vuol dire che in pochi casi è la nostalgia che fa sorgere l’interesse per la lingua; tuttaltro, molti utenti abitano in Sardegna. La ragione è da ricercarsi in parte nelle caratteristiche della posta elettronica. La posta elettronica è un mezzo di comunicazione più spontaneo che la comunicazione per lettera tradizionale. Si scrive nello stesso ambiente dove si lavora o si gioca, senza dover cercare carta e penna stilografica o sedersi dietro una macchina di scrivere, senza preoccuparsi troppo del formato (perché i messaggi elettronici sono semplici testi in codice ASCI). Il messaggio si spedisce senza busta e francobollo e senza la camminata alla cassetta delle lettere, soltanto premendo un bottone, forse anche con la coscienza che i messaggi elettronici, una volta letti, si cancellano. Così il linguaggio usato nella posta elettronica assomiglia spesso al code parlé (57), e pare che il sardo, da tanti secoli ristretto soprattutto a livello orale, si usi ora in una maniera abbastanza naturale in questa forma di comunicazione scritta.

Secondo Aracil (1983:181 ss.) (58), una delle caratteristiche fondamentali delle lingue minoritarie è il fenomeno dell'interposizione, che egli illustra con i due schemi seguenti:

L'ambito della lingua x (nel nostro caso il sardo) è circondato da quello di y (l'italiano). Gli ambiti di v, w, z (altre lingue come l'inglese, il tedesco o il francese) e y sono tutti in contatto immediato fra loro, mentre quello di x é in contatto diretto soltanto con quello di y. Ciò vuole dire, in parole povere, che i parlanti di altre lingue conoscono la cultura e la lingua sarda soltanto attraverso il filtro dell'italiano. A questa situazione si oppone il concetto di Internet schizzato nella sezione 1.1, dove tutti gli utenti e anche le informazioni che emettono e ricevono hanno connessioni dirette fra loro. La struttura di Internet non conosce, dunque, l'interposizione. Come conseguenza, anche le lingue minoritarie stesse sono connesse fra di loro. Questo fatto si riflette nelle lettere che riceviamo, in risposta al progetto ipertestuale sardo, da parlanti di altre lingue, come l'occitano o il basco, che si trovano in una situazione simile. Le organizzazioni e iniziative presentate nella sezione 1.2, le quali si dedicano a connettere dei pezzi d'informazione su diverse lingue in pericolo, ne sono un altro risultato.

Per le lingue in pericolo ci vuole, secondo Krauss (1992:8) una rete di repositori e centri per salvaguardare e usare la documentazione su queste lingue. Lì si parla ancora di reti e centri "reali". Nel mondo attuale, l'informazione viene raccolta, guardata e distribuita in grado sempre più alto, per mezzo di reti informatiche, soprattutto per via di Internet. In questo senso le pagine Web del progetto "Limba e curtura de sa Sardigna" si intendono come centro "virtuale" di studio e informazione della lingua sarda e punto di incontro e assistenza per i parlanti. Come tale, il nostro progetto forma parte di una rete mondiale a favore delle lingue in pericolo e minoritarie.
 
 

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